7a riunione AGUR12

In occasione della sua riunione dell’11 giugno 2013, l’AGUR12 ha trattato una serie di singole domande.

Come emerge chiaramente dalla lettura del rapporto ufficiale sono state discusse all’ordine del giorno generale numerose questioni importanti.

Sarebbe inutile riassumere ogni proposta in questa sede. Molte concernono una domanda fondamentale: qual è la strada giusta per assicurare agli autori ed artisti un compenso adeguato in questa era di Internet? È stato anche discusso del fatto di come gestire le violazioni del diritto d’autore meno gravi. Si tratta qui in particolare di come tutelare la proporzionalità. Bisogna ammettere che per molti utenti il comportamento illegale è diventato una regola. Se ora si intende agire in maniera più decisa contro la pirateria commerciale, come comportarsi nei confronti della massa di individui che, senza alcuno scopo di arricchirsi e in linea con la mentalità vigente, agiscono tuttavia al di fuori della legge? Non sarebbe meglio adeguare la legge al cambiamento sociale e creare allo stesso tempo un risarcimento equo per gli autori?

Durante la 7a riunione abbiamo pertanto cercato di dimostrare che la gestione dei diritti collettiva deve rivestire un ruolo: per assicurare un compenso adeguato del lavoro creativo; per normalizzare una situazione dove la prassi generale è in contrasto con il diritto vigente; e anche per facilitare ai gestori di contenuti protetti dal diritto d’autore l’acquisizione dei diritti. Nel fare questo abbiamo fatto una scoperta sbalorditiva: troppo spesso si dimentica che le società di gestione sono organizzazioni create dagli aventi diritto e che pertanto hanno lo scopo di difendere gli stessi. Il ruolo di tali enti viene facilmente accettato quando non è possibile una gestione dei diritti individuale, oppure quando non è auspicabile perché appesantirebbe la situazione giuridica degli utenti. Ma molti partecipanti AGUR12 non sono consapevoli che un autore ha interesse nel fatto che i suoi diritti vengano amministrati da un’organizzazione il cui compito è di difenderli e in cui si ha diritto di cogestione e di voto, e non da un’azienda che ha acquisito i diritti per poi difendere i propri interessi economici. Sarà nostra premura far presente questo dato di fatto in occasione delle prossime sedute.

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